Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Ligne 2, direction
Porte Dauphine,
stride la ruota di ferro
del lombrico d'acciaio
come una lama taglia e ritaglia
il binario di sempre
quando ha finito, il lombrico apre
il suo ventre.
Entro e passando dentro
resto sospeso,
ti sei spostata di lato
ed io, oddio, incosciente,
ho attraversato
il tuo sguardo.
Il mio passaggio ha disturbato
il tuo sonno leggero
Mi interroghi. Perché l’hai fatto?
Peggio per te.
E con un sorriso di potere disegni il tuo volto.
La tua giacca rossa di taglio orientale
si accende
e un fuoco senza calore né anima
si spande
i pantaloni neri, alti tendono i muscoli
e i tuoi piedi nudi
stringono la presa
dentro zoccoli
duri fuori
morbidi dentro.
Capelli raccolti sopra il collo che vedo
e il mio fiato è ancora sospeso
in attesa della condanna.
Alzi le ciglia, senza avvisare
e sorridi voltata lasciandomi dietro una vita.
Spero tu non muoia.
Iniziavo ad abituarmi al tuo sguardo
mi dici.
E inizi.
Col polso nudo stringi la mano
attorno al freddo metallo della sbarra del treno,
ci vuole solo un istante
ed hai già cominciato a trapassarmi
lo lasci pulsare
e lasci che io guardi
mentre pieghi la testa un millimetro avanti
tendi lo sguardo che taglia
e stringi e lasci,
il pugno, la sbarra
ke piano si fonde sotto il tuo potere.
Il tuo polso nudo ormai pulsa
Nel mio cervello già leso.
L’agonia dura un minuto
prima che tu svanisca
nella pancia affamata della Ville Lumiére
che vecchia sta crollando
sotto il peso del suo inganno morente.
Ma prima di andare
un ultimo colpo
per essere certa.
Sciogli i capelli.
Li skuoti di poco,
li pieghi,
li fai scivolare in avanti
e poi indietro
li togli dal collo,
li sollevi sulle spalle
li lasci sospesi
quel tanto che basta per fermarmi il respiro
e tenermi sospeso.
Li lasci ricadere
un’attimo prima
che il mio cuore si fermi
li allunghi
alzando le ciglia
padrone della notte nera
che tagliano il treno
che ormai è una latta
piegata nelle tua mani.
La tua bocca ride
lo sa
cosa mi stai facendo
e aperte le porte
prima di andartene
giri lo sguardo
per vedere il tuo capolavoro
soddisfatta allunghi il passo
e mi lasci li
dissanguato e morente
ma
non so dire come
con un sorriso
e contento.